Non sono assolutamente d'accordo con quanti giudicano la disoccupazione una piaga nazionale. Anzi, ritengo che tenere a casa molti laureati o mettere in cassa integrazione operai con prole al seguito sia un valore universale, da esportare all'estero. Personalmente, sarei favorevole a creare una nuova laurea magistrale, per facilitare il compito delle aziende che assumono: Scienze della Disoccupazione (ci hanno già provato con il Dams, Scienze della Comunicazione e Filosofia, ma nonostante tutto lo sforzo profuso per allontanare il più possibile i laureati dal mondo del lavoro qualcuno non se la passa poi così male). Avrei già delle idee sui corsi e spero che qualcuno della Pubblica Istruzione legga questo post, proponendomi come sottosegretario in quota Udc. Il primo corso in programma sarebbe una "Storia contemporanea della disoccupazione", con particolare focus sul periodo tra il boom economico post Seconda Guerra mondiale e la crisi economica del 2009. I corsi del secondo anno li farei ruotare intorno alle agenzie per il lavoro: uno dei corsi potrebbe essere "Come non farsi assolutamente considerare dalle agenzie sebbene si abbiano anni di studi alle spalle". Considerando che i contratti che passano per le varie agenzie sono più o meno della durata di sei minuti senza copertura assicurativa non c'è molto da stare allegri... infatti ho già previsto un corso di sopravvivenza nervosa alle agenzie: "Scaricamento tensione da agenzie del lavoro con la tecnica del sogno ad occhi aperti"; in sostanza ogni volta che ti rechi in un'agenzia e ti chiedono gentilmente cosa sai fare a parte quello per cui hai studiato, tu ti immagini che a farti il colloquio siano Lisa Ann vestita come la tua maestra d'asilo oppure Edelweiss che si sta masturbando con la custudia cilindrica del tuo diploma di laurea. Il terzo anno è quello dei tirocini: l'Università ti piazza per 4 mesi in un call center inbound di qualche sfigatissima società di servizi telefonici e ti paga 500 euro al mese lorde, senza ferie né malattie pagate. Se dopo un mese dimostri di essere bravo e di avere i nervi saldi come quelli di un chirurgo che opera al cuore un bambino, allora, per premio, ti viene affidato un figlio per i restanti tre mesi di tirocinio. Ovviamente, se sei così bravo da arrivare a fine mese con più di un euro e mangiando almeno 20 giorni al mese, l'Università potrebbe segnalarti per un prestigioso posto di lavoro in una cooperativa di pulizie di locali notturni. Durata del contratto un mese a provvigione in base ai chili di polvere, bicchieri di plastica e in certi casi vomito che riesci a pulire.
Non so, si parla di Università da riformare, e mi pare che in molti ci abbiano provato ma credo che questo corso di laurea potrebbe aiutare molto i riformatori. Mi pare un deciso passo in avanti, uno scatto bruciante nel matrimonio tra il mondo degli studi e l'universo lavorativo. Non vi pare?
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