venerdì 15 gennaio 2010

Cinderella man

Carissimi lettori, stamattina, dopo una serata a base di elettronica al Brancaleone assieme all'Indiavolato, un uomo per cui il riposo è anticostituzionale, e alla sua nuova coinquilina, Elettrosy, giovane inglesina che considera Ricardo Villalobos superiore a John Lennon, ho deciso di compiere un atto caduto ormai in disuso dalle mie parti: fare pulizie in camera, evento raro quanto le elezioni in Sudan.
Strane sorprese. Mp3 sparato a mille nelle orecchie, un prezioso regalo di fratello Lobi, che ha abbondonato il lettore per un più moderno e potente I-pod, granata e paletta in mano e il viaggio nei reperti della mia stanza può cominciare. Come passo la scopa sotto il letto, sento un respiro umano: impaurito, do un colpo più forte.
"Ahia, ma che cazzo!", sento, e di seguito "ma è già ora di alzarsi?".
"Ma sei tu?", rispondo io.
"E chi volevi che fosse?"
"Ma scusa erano giorni che non rientravi, almeno avverti".
Era l'Uomo di Polvere, un composto di acari, cartacce e odori di scarpe da tennis, che vive assieme a me da qualche mese. Il Polveroso esce da sotto il letto svogliatamente, si stiracchia e poi dice: "Hai bisogno di una mano?"
"No, grazie", rispondo.
"Allora vado a fare colazione, c'è ancora la crostata di albicocche?"
"Si, prendi pure, ma la prossima volta facciamo la spesa a metà".
"Hai ragione, ma proprio non ci sto con i soldi", dice l'Impolverato, e ringalluzzito dall'idea di mangiarsi un pezzo di crostata si dirige allegro in cucina.
Io continuo a pulire sotto il letto, e trovo sacchetti pieni di abiti, due topi che giocano a tennis con le mie racchette, per giunta mettendo in mostra una condizione atletica davvero invidiabile, un ragno che legge "Castelli di rabbia", caduto accidentalmente sotto il materasso, e mi chiede cosa sto leggendo in questo momento. "Le ore", dico io. Lui dice di non averlo letto, ma di aver visto il film con Nicole Kidman, e di esserne rimasto piacevolmente impressionato.
Il tappeto. Una volta fatta pulizia sotto il letto, mi dedico a sbattere il tappeto sul terrazzo.
"Mi dispiace, ma devo salutarvi".
"No!! Ti prego, ci piaceva quando ascoltavi i Depeche Mode insieme a noi".
"Un po' mi mancherete..."
"Va bene, a presto. Andiamo ragazzi".
Un mugulio di insoddisfazione e amarezza accompagna queste ultime parole. Avevo appena discusso con Mariolino, un acaro grosso quanto un gatto, che da un mesetto viveva sul tappeto assieme alla sua numerosa famiglia, composta da moglie e otto figli. Il tempo di augurare buona fortuna ai miei amici, e posso sbattere il tappeto, da cui escono tre macine, un cellulare, una collana e un clandestino.
Quel tocco di... Manca soltanto la ciliegina, il colpo del campione. Una spruzzata di deodorante alla mela, per dare proprio l'idea di pulito. Premo sul vaporizzatore e l'aroma di mela si diffonde inebriante, ma ad un certo punto una macchia oscura si materializza accanto al deodorante, prende forma di una bocca con i denti aguzzi, spalanca le fauci e divora in un solo boccone il profumo di mela. Era il Fumo Rappreso, che non sopporta altri odori se non quello del tabacco e della cenere. Scuoto la testa, e gli dico che almeno poteva lasciarlo vivere qualche ora, giusto il tempo di farlo diffondere. Il Fumo Rappreso mi guarda offeso e, sdegnato dal mio tentativo di aromatizzare la stanza, va a fare un giro in centro. Per un attimo penso che potrei accompagnarlo, ma poi prevale la linea dell'Impolverato, che mi propone una domenica di calcio. Impossibile rifiutare.

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