venerdì 15 gennaio 2010

Il ramo, il casco, il kebab

Amici del blog, in questi ultimi giorni sono successe cose davvero splendide. I fatti da raccontare sono moltissimi, e penso che avrò un bel po' di lavoro da sbrigare su "Spazi Bianchi". La situazione che mi accingo a raccontarvi ha per protagonisti due personaggi che i lettori ormai conosceranno benissimo.
Ore 4 di un venerdì mattina. Io e l'Indiavolato, un uomo che teme il relax come gli elefanti i topi, usciamo da casa di Tanko, che ci aveva cortesemente invitato per un ritrovo nella sua dimora.
Senza sapere come (o meglio non si può spiegare come), il Diavolo sale sulla Vespa, che con il freddo diventa sempre più vogliosa di letargo, con un ramo, lungo circa un metro, di una pianta non precisata. Per nulla stupito dall'iniziativa nonsense dell'amico, torniamo verso Trastevere, nelle cui vicinanze abita l'uomo di Trani.
Vale Rossi. Rumorosi come un concerto dei Kiss, io e l'Indiavolato cantiamo a squarciagola cori da stadio. Sempre con la palma in mano ci gettiamo a velocità massima in via del Porto Fluviale.
Lanciatissimo e concentrato come Vale Rossi sulla pista di Laguna Seca, sento l'Indiavolato pronunciare la seguente frase: "Lore fermati".
Il Diavolo quieto. Due parole, dette con calma olimpica. Poi prosegue: "mi è volato via il casco". Immediatamente, mi fermo sulla sinistra, quando un rumore fastidiosissimo, risuona nella Roma notturna. Una macchina aveva preso il casco trascinandolo per alcuni metri, facendo scintille sull'asfalto. L'Indiavolato, con la pianta in mano, scende dalla Vespa e si avvicina all'auto. Il finestrino dell'autovettura si abbassa, lentamente, lasciando intravedere il volto dell'automobilista. Poi una voce, mai così soave come in quegli istanti.
"A Roma ci sono quattro milioni di persone, ma proprio voi due dovevo incontrare?". La possente voce dell'uomo fa sbalzare l'Indiavolato a Porta Portese. Non avete sbagliato amici. Era proprio lui, il Moro d'Avola, anche lui presente da Tanko. Sorpresi e attoniti da una simili casualità, ci sbellichiamo dalla risate e decidiamo di festeggiare questo splendido incrocio notturno con un bel kebab, di cui l'Indiavolato e il Moro, vanno ghiottissimi. Verso le 5 ritorno a casa, infreddolito, con un casco arso dalla Moro Mobil, e mi lascio andare sul letto, dove mi ritrovo alle 7, ancora in camicia e jeans.

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