Accarezzo le tue palpebre chiuse
con una mano ti sfioro il collo,
soffio sul tuo viso con le labbra dischiuse
ti cingo in un abbraccio: "Oggi non ti mollo".
Poi tu ti alzi e parli con voce forte:
"Chi fu lo stronzo che mi disturbò
mentre riposavo nelle ore morte?
Se fosti tu, allora risoluta ti rivelerò
quanti cazzi ho preso nel sonno, mentre tu stolto
poetavi sul mio nome e sul mio volto"
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