"Nessuno ci sa fare", "I veri uomini non ci sono più", "Gli uomini sono tutti piantati, ci temono". Frasi che sento spessissimo in bocca alle donne. Chi vi scrive non rappresenta un'eccezione: per imbastire una valida tecnica di seduzione (in linea teorica, da verificare poi sul campo), non mi basterebbero i consigli di Marcello Mastroianni e Rodolfo Valentino. La strada da fare è lunga e tortuosa; tuttavia, un briciolo di speranza alberga nel cuore di ogni essere umano. Quindi mi sento di poter dare un contributo. Non so come aiutare a sedurre, ma posso mettere a disposizione dei gentilissimi lettori la mia esperienza su cosa non si deve fare quando una donna ci interessa.1) Pensare che l'aspetto sia fondamentale.Ipotetica situazione. Siete invitati ad una festa a casa di amici. Dopo minuti di preparazione davanti allo specchio, uscite di casa. "Prendo la Vespa", pensate, "No", vi rispondete, quasi seccati dalla vostra idea, "prendiamo la macchina. Il vento potrebbe sgualcirmi la giacca, il casco darebbe forma alla crestina faticosamente modellata. Arriverei alla festa con un patè di olive sul cranio". Mettete in moto la macchina poco dopo arrivate a casa dei vostri amici. Un ultimo sguardo nello specchietto retrovisore. Il vostro cervello da l'ok e voi, il cervello e la crestina chiudete la macchina, suonate il campanello ed entrate in casa. Fate le prime conoscenze, e salutate solo gli uomini per togliervi l'appiccicaticcio del gel dalla mano destra. Date pacche sulle spalle, stringete mani, fino a quando la miracolosa brillantina che scolpisce i capelli non se n'è andata.Mentre cercate di levarvi anche le caccole e pulirvi le orecchie (ma la cosa passa meno inosservata) notate un ragazza bionda, occhi azzurri, viso dolce, sorriso accomodante. Respirate profondamente come nemmeno Fabio Grosso prima del rigore decisivo e andate dalla ragazza.Ti presenti, lei ricambia, parlate, le porti da bere uno spumante dolce. "Wow, non è difficile. Questa ci sta", dice il vostro cervello di uomo galvanizzato dall'accondiscendenza femminile. Ad un certo punto lei vi chiede: "Scusa, il mio ragazzo ha la maglia sporca di gel e un caccola nel taschino. Ne sai nulla?" Il vostro cervello dice solo questo: "Ho dimenticato di pagare il bollo dell'auto. So che è sabato sera ma ci sarà un cazzo di tabacchino aperto!!!!" Vi rimane solo l'istinto. Il quale vi suggerisce di riprendervi la caccola e tornare a specchiarvi in macchina, accendere il motore, e se la voglia di suicidarsi non è troppo forte, rientrare a casa.2) Mettere in atto un simposio calcisticoIpotetica situazione. Sulla Passeggiata di Viareggio impazza la primavera: è aprile, la voglia di estate freme nei cuori di giovani uomini e avvenenti fanciulle. Le donne cominciano a scoprire le braccia: la loro bianca e morbida pelle anela un raggio di sole per la prima tintarella. State con una ragazza da pochi giorni: cercate un modo per sorprenderla. E'domenica. "Potremo andare in Passeggiata a Viareggio", pensate intorno alle 13,45, mentre guardate "Buona Domenica","sono sicuro che ne sarebbe entusiasta!!". Staccate faticosamente gli occhi dagli shorts del corpo di ballo e prendete il cellulare. Proponete l'idea. "Siiiiiiiii", è la risposta. "Caspita, che bella pensata"mormorate orgogliosi. L'appuntamento è in Piazza Mazzini alle ore 14,30. Lei arriva alle 15. Tutto nella norma. Il sole è splendente, la temperatura è perfetta, cominciate a togliervi il maglione, ultimo residuo del triste inverno. Tu scherzi, lei ride. "Minchia che intesa", sentenzia il vostro ego, grande quanto il Colosseo. Camminate lentamente mano nella mano, quando vi si fa incontro Nonno Giosuè. Nonno Giosuè non è il vostro vero nonno. Ha 60 anni e vi conosce da quando siete nati, perchè gestisce la tavola calda "Pizzando" sotto casa vostra da ben 32 anni. Nonno Giosuè vi ferma. Chiede dei genitori, del fratello, dei nonni. Tuttavia la vostra attenzione è rubata dalla radiolina paleolitica che Nonno Giosué tiene nella mano destra. Cercate di resistere, parlate a ripetizione per nascondere i rumori dello stadio. Quando il boato della radiolina di Nonno Giosuè interrompe il flusso di parole. "Ha segnato la Fiorentina!!!" esulta Nonno Giosuè, sfegatato tifoso viola, come voi del resto. "Bene..", dite voi facendo un incredibile lavoro su voi stessi per non togliervi la maglietta e abbracciare Nonno Giosuè. "Ok Nonno, io vado è stato un piacere rivederti..". "Ma ti ricordi quella volta che abbiamo pareggiato con il Barcellona al Camp Nou?". La frase di Nonno Giosuè è uno spinotto nella vostra nuca. Ormai siete in suo potere. Vi girate, e con gli occhi sbarrati dall'estasi calcistica rispondete: "Come no, segnò Batistuta, che poi ammutolì il pubblico". Da quel momento affrontate i seguenti argomenti: la cessione di Rui Costa al Milan, la posizione in campo di Blasi, Prandelli, Prandelli e il suo giubbotto, il fatto che la maglia rossa sia peggio di quella bianca di riserva, Toni, l'anno di Trapattoni, la gestione di Agroppi. "Puttana la miseria", esclama Nonno Giosuè alle 21, "devo aprire la tavola calda!!!!!". Il collega viola salta in sella al suo tandem, con cui è solito fare le consegne a domicilio assieme al suo aiutante filippino, e in precario equilibrio sia per la lunghezza del mezzo sia per la velocità da Concorde impressa dalle sue possenti gambe, fugge a lavoro."Magari ho fatto un po' tardi, ma sai quando vedo il Nonno....", dite alla vostra compagna. Nessuna risposta. "Dai non te la prendere...". Ancora nulla. Vi girate di scatto. Lei non c'è. Guardate la vostra mano sinistra. C'è un biglietto. Lo aprite frettolosamente. "Grazie per la bellissima giornata - leggete - Ti ho conosciuto meglio. Non sapevo che tu annusassi la maglia di Spadino Robbiati ogni mattina prima di alzarti dal letto. E nemmeno che tu dormissi con le mutande viola con scritto 10 sul davanti. Poi la storia che l'unica persona con cui hai un buon dialogo è il poster di Batistuta che tieni in bagno... Cercami ancora, dico sul serio. Ps. Scherzavo."
3) Strafare a tutti costi
Ipotetica situazione. Uscite con una ragazza da poco più di un mese. Siete nel momento (brevissimo) in cui tutto funziona a meraviglia. Intesa, passione, sesso. Iniziate a considerarvi persino un ottimo amante. Le vostre evoluzioni notturne sono ormai un racconto fisso del dopo tennis con Amelio, il vostro amico. "Dovevi vedere come si contorceva Amelio, non riuscivo a tenerla". E la risposta di lui: "Ma te l' eri tolta la canottiera di lana, magari è allergica...". Lo spogliatoio scoppia in una fragorosa risata, voi fate finta di niente, per l'imbarazzo.
Però la vostra relazione va avanti a gonfie vele. Potete solo rovinarla voi.
E' sabato sera. Alle 19 una chiamata. "Amore, esco da lavoro alle 21. Poi potremo cenare insieme, conosco un ristorante qui sotto. Si chiama La Scialuppa". "Certo cara, molto volentieri", rispondete voi. "Allora ci vediamo lì alle 21,30", dice dolcemente la vostrà metà. "Non vedo l'ora", suadenti e un po' melliflui. Ma lei è invaghita. La Scialuppa. Il nome già vi stuzzica. Potreste sorprenderla. Ma in che modo... I neuroni rimbalzano il cerca di una soluzione all'enigma. "Una rosa", dice un neurone, "Magari due", risponde un altro. "Facciamo una serra", dice il terzo e ultimo neurone. "Queste sono idee banali, trite e ritrite, ma datevi una svegliata!!!". Gli altri due lo guardano straniti, in attesa di un'illuminazione. "Il nostro uomo ha bisogno di qualcosa di più originale..." I due neuroni obbediscono al volere del numero 3 e il gioco è fatto. La sorpresa è pronta.
Presa la decisione telefonate a zio Carlino: "senti zio, mi potresti prestare la tuta da sub, con tanto di fiocina e pinne? devo fare una sorpresa". Lo zio Carlino non fa obiezioni, e vi presta la tuta. Andate a prenderla, sotto avete il vestito migliore, un completo nero, pagato 50 euro, ovviamente contraffatto. Lo zio Carlino, vi aiuta a mettere la tuta, operazione che si rivela difficilissima. La prima gamba entra dopo indicibili lungaggini, per non parlare delle braccia.
Vi dirigete a La Scialuppa con tutto l'armamentario: per entrare meglio nella parte, caricate una vasca da bagno sul furgoncino di Zio Carlino e vi ci immergete con tanto di bombola. Questa è la vostra idea: entro, mi faccio vedere da lei, ci riderà su. Poso la fiocina, poi mi tolgo la tuta e le pinne con la sicurezza di James Bond. Mangio, la faccio ridere, stiamo bene, e poi solo sesso. Il pensiero vi elettrizza.
La realtà dei fatti. Il viaggio in vasca da bagno si rivela più difficile del previsto, soprattutto, dopo che zio Carlino ha tamponato un furgone dei Carabinieri, a circa quattro chilometri dal ristorante.
Se aspettate le formalità e lo zio, non arriverete mai in tempo. La fortuna vi assiste: incontrate un gruppo di sommozzatori. "Ehi Marco, ma ti sei già vestito? L'immersione è domani! Salta su deficiente!" Sapete benissimo che c'è stato uno sbaglio di persona, ma astutamente fate i brillanti e salite. Quando siete nelle vicinanze de La Scialuppa avvertite i vostri colleghi: "Ragazzi io faccio un tuffo di prova", e vi lanciate dal furgone il piena corsa. L'urto con l'asfalto è violentissimo, la fiocina si innesca, parte una sorta di razzo che trapassa la vetrina di una macelleria e infilza la schiena di un bue. Lasciate perdere la fiocina, perdereste troppo tempo. Le pinne sono un impedimento, correte a gambe larghe, menando pinnate ai passanti. Arrivate al ristorante. Entrate. Lei è li che vi aspetta. "Ciao cara", dite con un filo di voce, stremati. Lei vi guarda, immobile come un Bernini. "Sono io", credendo che non vi abbia riconosciuto. Nessuna risposta. L'arrivo di Zio Carlino rompe l'incantesimo. "Ma che cazzo, la mia fiocina!! ", urla e ve la sbatte addosso con tanto di schiena di bue. Quando vi rialzate, lei non c'è. Ma vi ha mandato a casa un acquario, con dei piranha dentro.
3) Strafare a tutti costi
Ipotetica situazione. Uscite con una ragazza da poco più di un mese. Siete nel momento (brevissimo) in cui tutto funziona a meraviglia. Intesa, passione, sesso. Iniziate a considerarvi persino un ottimo amante. Le vostre evoluzioni notturne sono ormai un racconto fisso del dopo tennis con Amelio, il vostro amico. "Dovevi vedere come si contorceva Amelio, non riuscivo a tenerla". E la risposta di lui: "Ma te l' eri tolta la canottiera di lana, magari è allergica...". Lo spogliatoio scoppia in una fragorosa risata, voi fate finta di niente, per l'imbarazzo.
Però la vostra relazione va avanti a gonfie vele. Potete solo rovinarla voi.
E' sabato sera. Alle 19 una chiamata. "Amore, esco da lavoro alle 21. Poi potremo cenare insieme, conosco un ristorante qui sotto. Si chiama La Scialuppa". "Certo cara, molto volentieri", rispondete voi. "Allora ci vediamo lì alle 21,30", dice dolcemente la vostrà metà. "Non vedo l'ora", suadenti e un po' melliflui. Ma lei è invaghita. La Scialuppa. Il nome già vi stuzzica. Potreste sorprenderla. Ma in che modo... I neuroni rimbalzano il cerca di una soluzione all'enigma. "Una rosa", dice un neurone, "Magari due", risponde un altro. "Facciamo una serra", dice il terzo e ultimo neurone. "Queste sono idee banali, trite e ritrite, ma datevi una svegliata!!!". Gli altri due lo guardano straniti, in attesa di un'illuminazione. "Il nostro uomo ha bisogno di qualcosa di più originale..." I due neuroni obbediscono al volere del numero 3 e il gioco è fatto. La sorpresa è pronta.
Presa la decisione telefonate a zio Carlino: "senti zio, mi potresti prestare la tuta da sub, con tanto di fiocina e pinne? devo fare una sorpresa". Lo zio Carlino non fa obiezioni, e vi presta la tuta. Andate a prenderla, sotto avete il vestito migliore, un completo nero, pagato 50 euro, ovviamente contraffatto. Lo zio Carlino, vi aiuta a mettere la tuta, operazione che si rivela difficilissima. La prima gamba entra dopo indicibili lungaggini, per non parlare delle braccia.
Vi dirigete a La Scialuppa con tutto l'armamentario: per entrare meglio nella parte, caricate una vasca da bagno sul furgoncino di Zio Carlino e vi ci immergete con tanto di bombola. Questa è la vostra idea: entro, mi faccio vedere da lei, ci riderà su. Poso la fiocina, poi mi tolgo la tuta e le pinne con la sicurezza di James Bond. Mangio, la faccio ridere, stiamo bene, e poi solo sesso. Il pensiero vi elettrizza.
La realtà dei fatti. Il viaggio in vasca da bagno si rivela più difficile del previsto, soprattutto, dopo che zio Carlino ha tamponato un furgone dei Carabinieri, a circa quattro chilometri dal ristorante.
Se aspettate le formalità e lo zio, non arriverete mai in tempo. La fortuna vi assiste: incontrate un gruppo di sommozzatori. "Ehi Marco, ma ti sei già vestito? L'immersione è domani! Salta su deficiente!" Sapete benissimo che c'è stato uno sbaglio di persona, ma astutamente fate i brillanti e salite. Quando siete nelle vicinanze de La Scialuppa avvertite i vostri colleghi: "Ragazzi io faccio un tuffo di prova", e vi lanciate dal furgone il piena corsa. L'urto con l'asfalto è violentissimo, la fiocina si innesca, parte una sorta di razzo che trapassa la vetrina di una macelleria e infilza la schiena di un bue. Lasciate perdere la fiocina, perdereste troppo tempo. Le pinne sono un impedimento, correte a gambe larghe, menando pinnate ai passanti. Arrivate al ristorante. Entrate. Lei è li che vi aspetta. "Ciao cara", dite con un filo di voce, stremati. Lei vi guarda, immobile come un Bernini. "Sono io", credendo che non vi abbia riconosciuto. Nessuna risposta. L'arrivo di Zio Carlino rompe l'incantesimo. "Ma che cazzo, la mia fiocina!! ", urla e ve la sbatte addosso con tanto di schiena di bue. Quando vi rialzate, lei non c'è. Ma vi ha mandato a casa un acquario, con dei piranha dentro.
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