venerdì 15 gennaio 2010

Zingara d' America

Non so se la Zingara leggerà questo post a Roma oppure a New York. Sinceramente non fa alcuna differenza, tanto rimane solo qualche parola scritta per lei. Come molti lettori di questo blog sapranno, la Zingara, dopo essersi brillantemente laureata con una tesi sulla piccola e media editoria italiana, è volata in America, dove resterà due mesi.
Il giorno della sua laurea è stato bellissimo. Bellissima lei. Bello tutto quello che è accaduto. Strepitosa la versione fotografo del Pacchia alla cerimonia.
Despite all my rage i'm still just a rat in a cage. Non credo che la Zingara avesse bisogno di me, aveva tutto quello che le serviva. Ho cercato comunque di rendermi utile come potevo: ad esempio fissando il ristorante, cercando di mantenere alto l'umore della truppa e mettendomi una cravatta alla cena post laurea. Tutti hanno notato l'anomalia, dal momento che porto questo indumento con la stessa frequenza degli amplessi del Santo Padre. Acutamente Papà Zingaro mi ha detto: "Il modo migliore per rendere omaggio alla Zingara". Io ho risposto così: "Dovevo scongelarla". Ho mentito spudoratamente. Ci tenevo da morire ad essere quantomeno presentabile. Citare è bene e chiarisce le situazioni. Non so i lettori hanno visto "Il Padre della Sposa" (parlo del remake con Steve Martin): il padre si da un gran da fare perchè tutto sia perfetto, organizza tutto nei minimi particolari, riceve complimenti dagli ospiti ma alla fine non riesce a salutare la figlia, che poi lo chiama dall'aereoporto. Le due situazioni sono ben distinte: non ho sentimenti paterni nei confronti della Nomade, non ho organizzato un bel niente se non una fantomatica promozione al ristorante ebraico e la bionda non è a New York in viaggio di nozze (che io sappia), però sento vicina l'amarezza di Steve Martin, che non riesce a dire quello che vorrebbe alla figlia. Forse è andato tutto bene così, non so. Ma ripensadoci avrei voluto dirle che mi mancherà. Avrei aggiunto che l'oceano che ci separa sarà solo una pozzanghera da saltare con leggerezza, che per la nostra amicizia nessun ostacolo è invalicabile. Seguirò sempre ogni tuo passo. A presto, amica mia.

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