Carissimi amici, solo lui e pochi altri potevano risvegliare nel vostro amatissimo l'ispirazione umoristica (o meglio, che avrebbe questo intento), dopo i sentimentalismi per il Tetragono. Torno infatti a cantare le gesta del Moro, un uomo dalla voce così potente che se avesse cantato ai funerali di Pavarotti, i modenesi lo avrebbero designato subito erede del grande tenore. Il Carreras della provincia siracusana è tornato alla grande con una serata, a parer mio, davvero da ricordare.
Ore 16,45, Cpt Nicolò V. Dopo un pranzo a base di verdure e gorgonzola, io e la Zingara ci mettiamo a chiaccherare un po'. Fino a quando una telefonata non interrompe l'idillio. "Pronto Lore", e sento che l'orecchio destro, dove avevo posizionato il cellulare, perde lentamente le sue funzionalità. Era il Moro, un uomo capace, in due parole, di mandarti all'Amplifon. Il telefono trema anche se la vibrazione non è attivata e per salvare l'udito, posiziono il cellulare in cucina e poi torno in camera della Zingara, tanto si sentiva bene lo stesso. L'amico siciliano, dalla cucina, mi fa una proposta assolutamente irrinunciabile, per gli amanti del calcetto: una sgambata tra amici per riprendere fiato e giocare con l'amato pallone. Senza esitazioni, vado a casa mia a prepararmi.
Ore 18,15, sotto casa del Moro. Lascio la Vespa sotto casa del Domingo di Avola e salgo sulla sua macchina. Il suo amico Tano, detto Tanko, per la sua rudezza in campo, ci aspetta alla metro Garbatella. Una volta prelevato Tanko ci dirigiamo verso i calcetto.
Ore 19, calcio d'inizio. Io, il Moro e Tanko siamo in squadra insieme e devo dire che qualche affascinante trama di gioco, casualmente, ma chi se ne frega, esce fuori, con un'intesa Moro-Vostro Amatissimo davvero sorprendente. Memorabile un mio assist di nuca sulla corsa del Moro, che poi scarica in rete il suo destro con chirurgica precisione. Meno male che non ha esultato gridando altrimenti il sintetico che ricopre il campo sarebbe volato sulla Colombo, e il gestore ci avrebbe chiesto i danni. L'impresa del Boninsegna isolano è resa ancora più entusiasmante dalle sue condizioni fisiche. Toccato duro sulla tempia da un gomito malandrino, il Moro non si mette paura e gioca come se fosse la finale della Champions League. Alla fine è un trionfo. Soddisfatto e stanchissimo, vado a fare la doccia, mentre Tanko e il Moro mi aspettano vicino alla macchina, ancora in tenuta da sport.
Ore 20,30, la paura. Il Moro prende la macchina e parte alla volta della metro, per riaccompagnare Tanko. Quando ad un certo punto, si ferma, perchè la vista gli si era misteriosamente annebbiata. Sinceramente spaventati, io e Tanko, che era passato alla guida, convinciamo il Moro, dopo una lunga trattativa, a farsi visitare al pronto soccorso.
Al Cto. Il pronto soccorso più vicino è il Cto. Scendiamo, firmiamo fogli e poi il Moro si reca a farsi visitare. Il brutto è che, dopo 5 minuti, il Carreras di Sicilia ritorna indietro, perchè, a detta dei medici, non c'erano le attrezzature per risolvere il suo problema.
Al San Camillo. Il grosso ospedale sulla Gianicolense è la seconda tappa. Sbrighiamo rapidamente le pratiche e poco dopo un'infermiera accompagna il Moro in sala d'attesa. Io e Tanko ci mettiamo a sedere nella sala degli accompagnatori, e, presi dal un leggero languorino, svuotiamo i distributori automatici di Fiesta, Crackers e Coca Cola. Quando dopo circa mezzora, vediamo spuntare la silhouette del Moro, che ci dice, con un filo di voce (e questo la dice lunga sulle sue condizioni): "Vado via perchè c'è chi sta messo peggio, e la gente aspetta dalle 15,30". Considerando che le lancette battevano la mezzanotte, l'idea del Moro ha ben più di un fondamento.
All'Oftalmico. Le condizioni del Moro non sono splendide e allora io e Tanko, vinciamo la palma d'oro della diplomazia convincendo The Voice che era meglio farsi vedere piuttosto che rischiare. E a quel punto lo portiamo all'Oftalmico, dove ci accoglie un simpatico infermiere che ci da subito udienza, anche perchè segretamente innamorato della mascolinità tutta sicula del Moro.
La visita è fatta!! Il Moro viene visitato e il responso è tutto sommato tranquillo: un brutto colpo alla tempia, ma basta un po' di riposo e tutto passerà in breve tempo.
Il languorino persiste. L'Hospital Tour non ha certo fermato il nostro appetito. E Tanko, che, cosi come il Moro, ha fatto tutta la trafila vestito da calcetto (il Moro era addirittura in calzoncini corti e scarpe chiodate, infatti ha dovuto fare un altro tour notturno negli ospedali per farsi togliere il ghiaccio e le stalattiti dai polpacci), ci invita a prendere dei Cordon Bleu a casa sua. Impossibile dire di no a una simile prelibatezza.
A casa di Tanko. Il salotto di Tanko invoglia il riposo e la siesta: comodi divani, grande Tv, calcio. Quasi tutto quello che serve per rendere felice un maschio. Ingolositi dalla poltrone, io e il Moro non perdiamo tempo e ci abbandoniamo al piacere.
Un tuono nel buio. "Non vedo un divano da circa sei mesi", queste le parole del Moro prima del dramma. Il siciliano in preda alla stanchezza, non si siede sul divano, ma ci si butta lasciando andare tutto il suo peso a corpo morto. E, con una violenza che non si vedeva da tempo, sbatte la testa contro il pomello di legno del divano, facendo un rumore degno dello sparo di un cannone. Il Carreras di Avola si rialza di scatto e si tocca nervosamente la testa appena visitata, io do un'occhiata per vedere se era tutto ok, e appurato l'ottimo stato di salute della capa nera dell'amico, ho una crisi di riso che dura almeno un quarto d'ora. Quando poi il Moro mi mostra il pezzo di legno del pomello, tranciato dalla voglia matta di relax della nuca siciliana, alla risate si aggiungono le lacrime.
Cinema d'autore. Finita la gustosa cena preparata da Tanko, ci mettiamo a vedere una parte del "Ritorno di Cagliostro" film di Ciprì e Maresco, fino a quando il sonno ci lascia energie a sufficienza. Alle 3,45 infatti la voglia di letto riporta me e il Moro verso la Voice-Car. Accompagno l'amico (ancora in calzoncini corti e scarpe da calcetto) a casa, prendo la Vespa e ritorno a casa. E desidero ringraziare ardentemente il Moro, capace anche nella sfortuna, di creare situazioni divertenti, che questo blog, non poteva fare a meno di raccontare.
Ore 16,45, Cpt Nicolò V. Dopo un pranzo a base di verdure e gorgonzola, io e la Zingara ci mettiamo a chiaccherare un po'. Fino a quando una telefonata non interrompe l'idillio. "Pronto Lore", e sento che l'orecchio destro, dove avevo posizionato il cellulare, perde lentamente le sue funzionalità. Era il Moro, un uomo capace, in due parole, di mandarti all'Amplifon. Il telefono trema anche se la vibrazione non è attivata e per salvare l'udito, posiziono il cellulare in cucina e poi torno in camera della Zingara, tanto si sentiva bene lo stesso. L'amico siciliano, dalla cucina, mi fa una proposta assolutamente irrinunciabile, per gli amanti del calcetto: una sgambata tra amici per riprendere fiato e giocare con l'amato pallone. Senza esitazioni, vado a casa mia a prepararmi.
Ore 18,15, sotto casa del Moro. Lascio la Vespa sotto casa del Domingo di Avola e salgo sulla sua macchina. Il suo amico Tano, detto Tanko, per la sua rudezza in campo, ci aspetta alla metro Garbatella. Una volta prelevato Tanko ci dirigiamo verso i calcetto.
Ore 19, calcio d'inizio. Io, il Moro e Tanko siamo in squadra insieme e devo dire che qualche affascinante trama di gioco, casualmente, ma chi se ne frega, esce fuori, con un'intesa Moro-Vostro Amatissimo davvero sorprendente. Memorabile un mio assist di nuca sulla corsa del Moro, che poi scarica in rete il suo destro con chirurgica precisione. Meno male che non ha esultato gridando altrimenti il sintetico che ricopre il campo sarebbe volato sulla Colombo, e il gestore ci avrebbe chiesto i danni. L'impresa del Boninsegna isolano è resa ancora più entusiasmante dalle sue condizioni fisiche. Toccato duro sulla tempia da un gomito malandrino, il Moro non si mette paura e gioca come se fosse la finale della Champions League. Alla fine è un trionfo. Soddisfatto e stanchissimo, vado a fare la doccia, mentre Tanko e il Moro mi aspettano vicino alla macchina, ancora in tenuta da sport.
Ore 20,30, la paura. Il Moro prende la macchina e parte alla volta della metro, per riaccompagnare Tanko. Quando ad un certo punto, si ferma, perchè la vista gli si era misteriosamente annebbiata. Sinceramente spaventati, io e Tanko, che era passato alla guida, convinciamo il Moro, dopo una lunga trattativa, a farsi visitare al pronto soccorso.
Al Cto. Il pronto soccorso più vicino è il Cto. Scendiamo, firmiamo fogli e poi il Moro si reca a farsi visitare. Il brutto è che, dopo 5 minuti, il Carreras di Sicilia ritorna indietro, perchè, a detta dei medici, non c'erano le attrezzature per risolvere il suo problema.
Al San Camillo. Il grosso ospedale sulla Gianicolense è la seconda tappa. Sbrighiamo rapidamente le pratiche e poco dopo un'infermiera accompagna il Moro in sala d'attesa. Io e Tanko ci mettiamo a sedere nella sala degli accompagnatori, e, presi dal un leggero languorino, svuotiamo i distributori automatici di Fiesta, Crackers e Coca Cola. Quando dopo circa mezzora, vediamo spuntare la silhouette del Moro, che ci dice, con un filo di voce (e questo la dice lunga sulle sue condizioni): "Vado via perchè c'è chi sta messo peggio, e la gente aspetta dalle 15,30". Considerando che le lancette battevano la mezzanotte, l'idea del Moro ha ben più di un fondamento.
All'Oftalmico. Le condizioni del Moro non sono splendide e allora io e Tanko, vinciamo la palma d'oro della diplomazia convincendo The Voice che era meglio farsi vedere piuttosto che rischiare. E a quel punto lo portiamo all'Oftalmico, dove ci accoglie un simpatico infermiere che ci da subito udienza, anche perchè segretamente innamorato della mascolinità tutta sicula del Moro.
La visita è fatta!! Il Moro viene visitato e il responso è tutto sommato tranquillo: un brutto colpo alla tempia, ma basta un po' di riposo e tutto passerà in breve tempo.
Il languorino persiste. L'Hospital Tour non ha certo fermato il nostro appetito. E Tanko, che, cosi come il Moro, ha fatto tutta la trafila vestito da calcetto (il Moro era addirittura in calzoncini corti e scarpe chiodate, infatti ha dovuto fare un altro tour notturno negli ospedali per farsi togliere il ghiaccio e le stalattiti dai polpacci), ci invita a prendere dei Cordon Bleu a casa sua. Impossibile dire di no a una simile prelibatezza.
A casa di Tanko. Il salotto di Tanko invoglia il riposo e la siesta: comodi divani, grande Tv, calcio. Quasi tutto quello che serve per rendere felice un maschio. Ingolositi dalla poltrone, io e il Moro non perdiamo tempo e ci abbandoniamo al piacere.
Un tuono nel buio. "Non vedo un divano da circa sei mesi", queste le parole del Moro prima del dramma. Il siciliano in preda alla stanchezza, non si siede sul divano, ma ci si butta lasciando andare tutto il suo peso a corpo morto. E, con una violenza che non si vedeva da tempo, sbatte la testa contro il pomello di legno del divano, facendo un rumore degno dello sparo di un cannone. Il Carreras di Avola si rialza di scatto e si tocca nervosamente la testa appena visitata, io do un'occhiata per vedere se era tutto ok, e appurato l'ottimo stato di salute della capa nera dell'amico, ho una crisi di riso che dura almeno un quarto d'ora. Quando poi il Moro mi mostra il pezzo di legno del pomello, tranciato dalla voglia matta di relax della nuca siciliana, alla risate si aggiungono le lacrime.
Cinema d'autore. Finita la gustosa cena preparata da Tanko, ci mettiamo a vedere una parte del "Ritorno di Cagliostro" film di Ciprì e Maresco, fino a quando il sonno ci lascia energie a sufficienza. Alle 3,45 infatti la voglia di letto riporta me e il Moro verso la Voice-Car. Accompagno l'amico (ancora in calzoncini corti e scarpe da calcetto) a casa, prendo la Vespa e ritorno a casa. E desidero ringraziare ardentemente il Moro, capace anche nella sfortuna, di creare situazioni divertenti, che questo blog, non poteva fare a meno di raccontare.
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